Consigli di lettura

Nel mio tempo libero ho diversi passatempi, ma il mio preferito in assoluto è leggere. Cosa c’è di meglio che essere in compagnia di un bel libro, al calduccio sotto le coperte, durante una giornata di gelo invernale? 

Ho iniziato a leggere quando andavo alle medie e da lì non ho più smesso. Ci sono periodi in cui non leggo nemmeno mezza pagina, e altri in cui riesco anche a leggere un libro alla settimana. Con il passare degli anni la mia lista dei libri preferiti si è allungata sempre più, e ora che sto crescendo sto imparando a apprezzare di più anche i classici di letterature straniere. Non ho un genere preferito, ma leggo tutto ciò che mi ispira: che sia un giallo, un romanzo, un thriller, un’autobiografia, fino ai libri di fantascienza. 

Si dice che conoscendo i libri preferiti di una persona si inizia a conoscerla meglio; per questo motivo ho deciso di fare una lista dei miei dieci libri preferiti, con ordine assolutamente casuale. 

  1. Cime tempestose, Emily Brontë
  2. L’amante di Lady Chatterley, David H. Lawrence
  3. Caffè con panna, Leah Stewart
  4. Mille splendidi soli, Khaled Hosseini
  5. E l’eco rispose, Khaled Hosseini
  6. Momo, Michael Ende
  7. La storia infinita, Michael Ende
  8. Saga di Twilight (Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking Dawn), Stephan Meyer
  9. Macabro quiz, Agatha Christie
  10. Il ragazzo che sognava la luna, Tormod Haugen

I Millennial

La redazione di Donna ha fatto una ricerca su cosa sognano i giovani oggi, rivelando come siano diversi i valori dei ragazzi europei da quelli di americani e cinesi. Dalla ricerca emergono cinque categorie di giovani a livello globale: creativi, conservatori, rampanti, realizzati e socializzanti. 

Per giungere a questa conclusione la redazione di Donna ha provato a sfatare alcuni miti sui millennial dei vari Paesi. I miti sono quattro e sono quelli che seguono.

Mito n.1: i millennial cercano libertà e autorealizzazione. I giovani di Stati Uniti e Cina sono in netto contrasto con i giovani russi. I primi pensano che i loro obiettivi più importanti siano divertirsi e godersi la vita, i secondi invece si sentono più in sintonia con la frase “Vivere una vita realizzata mi fa sentire realizzato”. Per questo motivo la gioventù russa è molto meno orientata alla libertà individuale e aderisce ancora ai valori che caratterizzano storicamente la Russia. 

Mito n.2: i millennial sono postmaterialisti e preferiscono la collaborazione alla competizione. I giovani americani e europei preferisco avere più tempo libero piuttosto che guadagnare di più. Al contrario la pensano invece i giovani russi cinesi e turchi. I millennial di Istanbul e Pechino si identificano di più con la frase: “Il mio lavoro è la mia vita”.

Mito n.3: I millennial sono contrari ai valori patriarcali. Per sfatare questo mito è stato chiesto agli intervistati quali fossero le loro opinioni sul ruolo del padre come capofamiglia, se ritengono giusto che l’uomo mostri anche il suo lato femminile e cosa pensano dei diritti degli omosessuali. O giovani occidentali su questi argomenti la pensano in modo opposto rispetto alla visione più conservatrice. Invece in Turchia e Russia i millennial hanno a cuore i valori patriarcali. Per questo motivo l’accettazione all’omossssualità è particolarmente limitata. Per quanto riguarda la gioventù cinese, risulta più vicina a quella occidentale.

Mito n.4: Tutti i millennial sono cosmopoliti.  La percentuale di millennial che si considerano cittadini del mondo è alta, ma se si scava più a fondo si vede che molti giovani sono abbastanza nazionalisti. Questo si vede soprattutto nell’orgoglio per la propria bandiera. In Turchia e in Cina il nazionalismo sembra avere un ruolo più affermativo, un orgoglio per la crescente importanza del loro Paese. 

In Europa delle cinque categorie sopra elencate la più numerosa è quella dei creativi, che rappresentano il 27%. Seguono i socializzanti con il 19%, mentre i conservatori in Europa sono solo l’11%. I rampanti invece rappresentano il 26% degli europei e i realizzati solamente il 14%. 

Questo è ciò che è emerso dal sondaggio, e voi come vi sentite? Più creativi o più conservatori? Più rampanti come i russi o più realizzati come i turchi? Oppure socializzanti come europei e americani? 

La mia passione

Una delle mie passioni, oltre alla pallavolo, è la moda. Per moda però non intendo i vestiti e le tendenze dell’ultimo periodo o i diversi stilisti, ma l’altro lato della moda: le modelle. Questa passione è nata quando all’età di 13 anni circa ho iniziato a vedere un programma alla televisione: American’s next top model. Questo programma americano, condotto da una delle top model più conosciute al mondo: Tyra Banks, consiste nella sfida tra 12 ragazze che americano aspirano a diventare super modelle. In queste 12 settimane conoscono un po’ di più il mondo (spietato) della moda, e ogni settimana la ragazza che realizza lo scatto peggiore abbandona la gara tornando a casa. La vincitrice del talent firmerà un contratto, iniziando così la sua carriera da top model. Sono davvero ossessionata da questo programma, infatti non mi sono persa nemmeno una serie. Da quando ho iniziato a guardare ANTM (questa è la sigla) è maturato in me il mio più grande sogno: diventare una modella. Molte volte ho fantastico sul fatto di diventare modella ma purtroppo è sempre rimasto un sogno nel cassetto perché non ho proprio il fisico adatto: sono bassina per diventare una modella. Per questo motivo è nata questa passione per le modelle, infatti ne conosco moltissime e mi piace sapere tutto di loro: dalla loro dieta alla loro vita privata. Nell’ultimo periodo della mia vita mi sono appassionata un sacco alle modelle della marca di lingerie più famosa al mondo: Victoria’s Secret. Queste modelle vengono chiamati angeli e sono tra quelle più pagate al mondo. Le conosco praticamente tutte, ma la mia preferita è in assoluto Adriana Lima, che è anche una tra le modelle più pagate al mondo. 

Questa è Adriana Lima durante l’ultima sfilata di Victoria’s Secret, uno degli eventi più famosi nell’ambito della moda: Victoria’s Secret Fashion Show

About me

Sono Cristina e ho 18 anni, da poco però è iniziato l’anno dei 19. 

Sto frequentando l’ultimo anno di liceo linguistico, e anche se sono stati degli anni faticosi sono passati in un battito di ciglia grazie a delle compagne fantastiche, che sono entrate a far parte della mia vita e spero che restino per sempre, anche finito questo ultimo anno di “convivenza”, quando le nostre strade si separeranno una volta per tutte. 

Anche se cinque anni fa ero convinta che le lingue fossero quello che mi piaceva di più, ora dico che in realtà non fanno proprio per me, e purtroppo me ne sono accorta un po’ tardi. Per questo motivo l’anno prossimo le abbandonerò quasi completamente (anche se un po’ mi dispiace) e andrò a studiare quasi sicuramente economia, più precisamente scienze economiche e bancarie: così si chiama la facoltà che vorrei frequentare. 

Sono sempre stata una ragazza sportiva, e infatti ancora ora pratico pallavolo. Mi è sempre piaciuto come sport e grazie a questa attività fin da quando ero piccola ho stretto amicizie molto importanti, che ancora adesso esistono, anche se alcune compagne di squadra o per una cosa o per l’altra le ho un po’ perse di vista. 

Non solo grazie alla pallavolo, ma anche grazie all’oratorio, ho conosciuto molte persone, che poi crescendo sono diventate molto importanti nella mia vita. Per questi due motivi ho un sacco di amici e amiche, e per questo mi ritengo molto fortunata: insomma non mi sento mai sola. 

Questa sono io in poche righe😊

Consigli di moda

La notte più attesa dell’anno si sta avvicinando: a Capodanno mancano non più di 48 ore! Ogni anno le ragazze e le donne devono affrontare lo stesso problema: cosa indossare la notte di Capodanno. Non si sa mai se optare per un outfit classico, quindi “rifugiarsi” nel nero, oppure osare scegliendo colori più sgargianti, come il rosso, arricchiti con tanto di paillettes oro argento e fucsia. Quest’anno per fortuna non è più un problema grazie ai consigli nelle gallery di d.repubblica.it. Di seguito il link alla pagina

http://d.repubblica.it/moda/2016/12/27/foto/accessori_donna_gadget_feste_e_dopo-3348845/1/

 

Le donne del 2016

In occasione del 20esimo compleanno della rivista Donna, la redazione ha selezionato 30 finaliste dell’iniziativa La Donna dell’Anno. Quelle che vi presento sono le magnifiche sette, coloro che hanno l’onore di occupare le posizioni dal quarto al decimo posto.

La quarta posizione è occupata da Samantha Cristoferretti, ingegnere di 39 anni, capitano dell’aviazione militare e astronauta. Samantha è stata la prima donna italiana nello spazio ed è la donna che ci è rimasta più a lungo (199 giorni)

Al quinto posto non si trova solo una donna, ma un gruppo di donne: le cicliste afghane. La squadra femminile di ciclismo dell’Afghanistan è stata rifondata dopo essere stata messa al bando dai talebani. Candidate al Premio Nobel per la Pace, nel 2017 saranno anche le protagoniste di un docufilm sulla loro avventura.

Dopo le cicliste afghane si posiziona Fabiola Gianotti: scienziata fra le più quotate al mondo, 56 anni e da un anno direttore generale del Cern di Ginevra. Fisico iper-stimato, è già stata inserita da Times tra le persone più potenti e da  Forbes tra le top 100 del pianeta. Le è anche stato dedicato un asteroide.

Al settimo posto troviamo la già famosa Malala, la ragazzina del Premio Nobel per la Pace, che all’età di 11 anni ha cominciato a documentare il regime dei talebani pakistani e la loro repressione delle libertà femminili attraverso un blog. Aggredita in seguito dai talebani perchè rappresentava il simbolo degli infedeli e dell’oscenità.

Al seguito di Malala si è posizionata Aung San Suu Kyi. Purtroppo lei non è molto conosciuta anche se vinse il Premio Nobel per la Pace. Venne arrestata per diversi anni per le sue lotte a favore dei diritti civili e della democrazia in Birmania. Aung ha 71 anni e finalmente si è presa la rivincita: un anno fa il suo partito ha stra vinto alle elezioni e ora è alla guida del suo Paese.

Al penultimo posto si trova Màxima Acuna de Chaupe, 46 anni, vive in Perù dove difende la sua casa e i suoi 25 ettari di terreno dalla creazione di una miniera a cielo aperto. Màxima ha avviato una battaglia legale durata anni: ha vinto tutti i ricorsi ed è stata assolta dall’accusa di aver usurpato i terreni.

Al decimo posto si è posizionata la famosa Hilary Clinton, 69 anni, ha sfidato Donald Trump e ha perso le ultime elezioni americane. Nonostante la sconfitta, Clinton continuerà le sue battaglie all’interno del campo dei democratici.

 

 

 

Per saperne di più su Snapchat

I ragazzi lo considerano il loro social network, ma Snapchat preferisce definirsi “produttore di contenuti”. E non solo perchè i suoi occhiali che scattano foto e realizzano video vanno a ruba. Da sempre questo servizio di messaggistica istantanea, che si differenzia dai social network classici, produce flussi di notizie organizzate da persone e non da algoritmi, rendendo il concetto di viralità obsoleto (i contenuti sono cancellati dopo un giorno), promuove il citizen journalism (e di giornalismo di qualità in generale: molti siti hanno ormai uno “snapchat producer”). Il 2017 sarà l’anno del boom: Snapchat entrerà in Borsa, e l’OPA (offerta pubblica di acquisto) in arrivo potrebbe sfiorare i 30 miliardi di dollari.

(tratto dall’inserto settimanale de “La Repubblica” “Donna”)

Una persona speciale

Non è detto che le persone, che noi consideriamo speciali siano solo i nostri migliori amici, i nostri partner oppure i nostri famigliari più stretti (genitori, fratelli, sorelle). Insomma le persone che ci conoscono alla perfezione, o addirittura quelle che ci conoscono meglio di noi stessi, con le quali abbiamo passato diversi momenti della nostra vita: sia gioie che dolori. Nonostante io abbia diverse amiche e amici speciali, penso che la persona più speciale che io ho è un bambino. Questo bambino è mio cugino di secondo grado. Il suo nome è Arouna, forse vi chiederete perché un bambino italiano abbia un nome così strano: in realtà lui non è italiano ma è originario del Congo e all’età di cinque anni è arrivato qua in Italia, adottato da una famiglia molto speciale. Dal primo momento in cui ci siamo conosciuti si è instaurato tra di noi un rapporto molto speciale, sia io che lui ci siamo affezionati subito uno dell’altra. In realtà non so perché ci sia un certo “feeling” tra di noi, non ne so spiegare il motivo, ma so solo che mi basta pensare a lui, alla sua voce quando pronuncia il mio nome con la sua R moscia tipica della sua lingua originaria, per farmi spuntare un sorriso sulle labbra, per migliorarmi una giornata andata storta. Ovviamente non posso considerarlo come un amico, anche per gli anni di differenza, ma una persona speciale sì perché è l’unico che ha il “potere”di farmi cambiare umore solo con un sorriso. Ormai tutte le mie amiche lo conoscono come se fosse anche un loro amico perché ne vado talmente fiera che non posso fare a meno di raccontare di Arouna, e ammetto che qualche volta sono anche noiosa perché ripeto le stesse cose mille volte. Tutti mi chiedono come sia possibile che io mi sia affezionata così tanto a questo bambino, ma nemmeno io so dare una risposta: è così e basta. 

Questa è una delle tante foto che abbiamo insieme, nonché la mia preferita, perché secondo me da questa foto anche due sconosciuti che non sanno niente di noi due possono capire il nostro rapporto così speciale, questo “feeling” tra Arouna e Cristina😍

Le super scuole

Durante il mio tempo libero mi piace leggere l’inserto del sabato de “la Repubblica” Donna, e mentre lo sfogliavo sabato sera un articolo ha catturato la mia attenzione. L’articolo è intitolato “le super scuole” e parla di nuove scuole che si stanno sempre più diffondendo dall’Olanda alla Germania al Giappone. Sono scuole nate per i nativi digitali e per il mondo che abiteranno. Sono molto diverse dalle scuole tradizionali che intendiamo noi, per esempio non ci sono vere e proprie aule ma i bambini e ragazzi possono anche sdraiarsi su divani e il principale strumento  dell’insegnamento che è stato adottato è il tablet. Inoltre una cosa che mi ha colpito è il fatto che i bambini non sono suddivisi in classi per età ma per competenza e che l’insegnamento è personalizzato. Io sinceramente non sono molto d’accordo con questi nuovi metodi di insegnamento, sarò troppo tradizionalista?

Gigi Hadid e il suo comportamento da “non modella”

Così alcuni giornali americani criticano il comportamento della famosa modella americana, nonché angelo di Victoria’s Secret, Gigi Hadid. La modella ultra milionaria, (secondo Forbes una delle modelle più pagate di questi ultimi anni) presa in braccio da un fan, forse un po’ troppo invadente, mentre camminava per le vie di Milano (questa è la settimana della moda), ha reagito tirando un pugno al proprio aggressore e una volta liberata lo ha anche inseguito. Per molti ha avuto un comportamento da non modella, ma la ragazza si difende dicendo che ha tutto il diritto di difendersi e chiama idioti quelli che pensano che sia giusto che gli uomini aggrediscano una completa sconosciuta.

Gigi Hadid non solo modella ma anche donna con gli “attributi”!

Articolo su El País

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